Si spengono le luci. Inizia un viaggio magico dentro suoni immagini visioni che mi avvolgono e non ricordo più nulla se non ciò che sento di vivere attraverso lo schermo. E' solo quando le luci si riaccendono in sala che ricordo. Ho ricevuto l'invito da un amico che non sento da un po', il regista marchigiano Nicola Sorcinelli, per vedere il suo nuovo corto "La confessione". Giornata complicata, ma vado, Angels, per voi e per me, perché i film vanno assaporati nei (sempre più rari) cinema. E il film è bellissimo, dovete vederlo. Niente spoiler, solo la mia lettura: l'amore potrebbe davvero salvare il mondo. L'amore autentico per noi e per ciò che ci circonda, per il cielo, per l'acqua, per gli alberi, per la terra. Meraviglia. E' davvero magico, il cinema. Per il potere che possiede di farci vivere altre vite oltre la nostra, e per la capacità di portarci a riflessioni profonde, in un attimo. I cortometraggi erano 5, candidati al Premio David di Donatello, tutti particolari, legati dal filo unico della drammatica solitudine moderna, che riguarda l'incapacità di esprimere le proprie emozioni, quindi l'incomunicabilità. Al termine delle proiezioni ho intervistato Nicola sull'empatia (trovate il video sul mio canale YouTube). e infine ci siamo scambiati queste considerazioni.
Da piccolo sognavi di fare il regista?
"Sì, ricordo di aver sempre avuto le idee molto chiare sul mio futuro. Ho sempre sognato di fare questo mestiere. Fin da piccolo guardavo tantissimi film, soprattutto i blockbuster che uscivano in tutti i cinema. Crescendo, il mio interesse si è spostato sempre più verso il cinema d’autore, più ricercato. Sin da bambino giocavo a ricreare i film che vedevo: era il mio modo per entrare in quel mondo che mi affascinava così tanto".
Ricordi un personaggio di una fiaba che ti piaceva particolarmente?
"Ricordo che da piccolo amavo moltissimo i film di Fievel. Erano cartoni animati su un topolino, pieni di avventura, ma oggi mi rendo conto che avevano anche una forte componente malinconica. Forse è da lì che è nato il mio amore per le storie avventurose, di viaggio ma con un’anima più profonda".
Se fossi nato donna, chi vorresti essere (di personaggi noti), oppure che professione faresti?
"È difficile rispondere a questa domanda… Non ho un personaggio famoso da proporti, ma se devo pensare a qualcuno che ammiro davvero, direi mia nonna Teresa. Vorrei avere la sua grinta, la sua brillantezza, la sua capacità di affrontare la vita con forza e ironia. È sempre stata un punto di riferimento per me".
Montagna e natura in generale sono sempre presenti nei tuoi lavori: pensi sia possibile informare anche attraverso il cinema della pericolosa situazione ambientale in cui viviamo?
"Sì, la natura è sempre predominante nei miei lavori. Mi è capitato di affrontare una storia senza entrare in un bosco o in un campo d’erba alta, ed è stata davvero dura. Sentivo che mancava qualcosa. Penso che oggi sia non solo possibile, ma anche doveroso raccontare la natura in pericolo, e farlo proprio attraverso la sua bellezza. Mostrare ciò che rischiamo di perdere è una forma potente di denuncia".
Che ne pensi dell’Intelligenza Artificiale? Ritieni che libri (e poi film) come quelli di Asimov e di Dick siano distopici o premonitori in tal senso?
"Autori come Asimov e Philip K. Dick sono stati assolutamente lungimiranti. Hanno immaginato scenari che oggi ci sembrano sempre meno fantascienza e sempre più realtà. È affascinante (e un po’ inquietante) vedere quanto avessero previsto i dilemmi etici e le potenzialità dell’intelligenza artificiale".
Non capirò mai se ci sono nata o se è stato l'ambiente in cui sono cresciuta a farmi diventare così: curiosa come lo sono i bambini, affascinata dalla conoscenza, e aperta alle novità. Chi mi conosce o ha letto un po' di me e di ciò che scrivo (ah, Angels, ..!) capisce di cosa parlo. E questa mia "attitudine alla meraviglia" mi fa incontrare e mi mette in sintonia con personalità artistiche, di cui talvolta sono anche mecenate involontaria. Per esempio, millemila anni fa, quando inventai "Drinking with L. A." incontrai online il regista Henry Secchiaroli, che si offrì di farmi un video-sigla degli incontri, con Fano come sfondo. E io ricambiai invitandolo ad una serata in cui (temerari!) sfidammo l'Evento degli eventi: a pochi passi si teneva l'incontro con il regista Sorrentino. Henry portò con sé alcuni amici-colleghi, fra i quali l'allora sconosciuto Nicola Sorcinelli, appunto. Non è importante capire come o perché, comunque. Ciò che conta è continuare a desiderare, continuando a camminare.
“Troppo spesso sottovalutiamo il potere di un tocco, un sorriso, una parola gentile, un orecchio che ascolta, un complimento onesto, o il più piccolo atto di cura, i quali hanno il potenziale per trasformare una vita intorno” Leo Buscaglia
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